Diario delle cose notevoli/12

Ventotto cose notevoli del 22 gennaio 2015

Il Bazooka di #Draghi con la sicura della #Merkel (copyright Dagospia).

Almeno 1000 miliardi di Quantitative easing (Qe), il bilancio #Bce crescerà fino a 1,1 trilioni entro settembre 2016. L’analisi di Umberto Cherubini.

Come funziona il Qantitative easing varato da Draghi in una infografica (via Adriano Attus). E il comunicato finale della Banca centrale europea.

Famiglie, imprese, governi, pensionati, proprietari di case. Chi ci guadagna e chi ci perde con il piano Bce (via Gabriele Martini).

Il debito in Europa suddiviso per segmenti omogenei (banche, aziende, famiglie e governi). La maglia nera non appartiene sempre ai paesi periferici (via Alberto Gallo).

Oggi a #Davos si è parlato anche di crescita delle ineguaglianze. Una tabella sulla polarizzazione nei paesi ricchi tra il 1980 e oggi.

Angela Merkel è intervenuta a #Davos praticamente in contemporanea con Draghi a Francoforte. È l’unico leader europeo che ha visto in questi anni crescere il consenso domestico, tutt’intorno è una esplosione di partiti populisti.

I primi tre paesi al mondo per numero di utenti internet: Cina 642 milioni; Usa 280 milioni; India 243 milioni (fonte: World Economic Forum).

Docuweb sul Partito democratico. Un uomo solo al comando e, d’altra parte, anarchia, correnti, sistemi di potere (via Jacopo Jacoboni).

2008-2015, timeline della crisi greca a pochi giorni dal voto. Come Atene è diventata l’epicentro della crisi politica ed economica europea (via Valigia Blu). Anche se #Syriza, adesso, rischia di annegare nel mare di liquidità di Draghi.

Documenti inediti sulle relazioni (pericolose) tra l’Inghilterra e la Libia di Gheddafi.

Una interessante mappa interattiva mostra i flussi migratori nel mondo, paese per paese, divisi per fedi religiose.

La storify sui violenti scontri scoppiati nell’est Ucraina e i bombardamenti che hanno colpito un filobus a Donetsk firmata Reported.ly

Cosa sta succedendo in Yemen e perché la ribellione degli Houti c’entra poco con l’attivismo della fazione qaedista locale (Al Qaeda in the Arab Peninsula) che ha rivendicato gli attentati a Charlie Hebdo.

Perché Obama durante il #SOTU ha presentato una lista di riforme così irrealizzabile? (via Mattia Ferraresi).

I lavori per la costruzione della più lunga ferrovia al mondo sono appena cominciati. In una chart tutti i paesi che attraverserà. E sono tanti (via Ian Bremmer).

Come i bambini neri della middle class sono destinati a diventare adulti poveri.

Anni dopo la sua morte Steve Job continua a vivere nell’ufficio brevetti. E a incassare.

Scrive il Guardian che il femminismo è fallito. Si è perso nell’ombelico autoreferenziale delle proprie elites urbane dimenticando l’emancipazione delle donne più povere.

Perché la storia della piccola Geely, l’automobile cinese alla conquista dell’America, spalanca un mondo ed è un piccolo grande manuale di globalizzazione (via Piano Inclinato).

Il deficit di saggezza che si respira sempre più a scuola. C’entrano le nuove competenze richieste e l’emarginazione della letteratura.

L’invecchiamento precoce di Abercrombie & Fich, l’ex paradiso dei teenagers.

In Cile saranno riaperte le indagini per la morte del poeta Pablo Neruda.

Secondo un sondaggio citato dal New York Times il 75% degli abitanti di Boston vorrebbe un referendum per decidere se la città, in lizza per organizzare le Olimpiadi del 2024, possa o meno candidarsi ad ospitare i giochi.

Il Thè dopo i Talebani. Scosso da violenze e piegato dalla crisi, potrebbero essere gli ultimi giorni per il glorioso bazar Qissa Qhwani di Peshawar. Un bellissimo reportage di Manzoor Ali.

Il web fa concorrenza alle tv. Dopo la crisi dei giornali adesso è il turno delle reti televisive tradizionali (via Ventunolab).

Quindici vecchi bozzetti dei Simpson (via Il Post).

Dal glamour allo choc, dagli anni Trenta a oggi. Bellissime immagini di pubblicità di sigarette.

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