Come funziona il nuovo ortomercato di milano

«Prezzo e velocità di acquisto sono le due cose che interessano di più. Adesso gli acquirenti possono finalmente caricare/scaricare in pochi minuti e ripartire…», dice Nicola Zaffra, responsabile del comparto ortofrutta di Foody, il mercato agroalimentare all’ingrosso di Milano.

In effetti!

Centosessanta baie di carico dietro ad un centinaio di punti vendita attrezzati con grandi celle frigorifere, banchi espositivi e comodi spazi ufficio, una lunga galleria di “negozi” e un corridoio centrale ampio e illuminato per evitare incidenti con i muletti. «Ora è tutto più efficiente, razionale, sostenibile».

Da qualche mese l’area ortofrutta del più importante mercato di pesce, carne, fiori e, appunto, frutta e verdura di tutta Italia, con il suo miliardo di merci scambiate, 8 milioni di quintali di prodotti commercializzati e 10 milioni di consumatori serviti ogni anno, ha cominciato a fare un salto nella modernità.

Non solo luogo di scambio merci ma sempre più hub del cibo e piattaforma logistica.

Il progetto Foody 2025 varato da Sogemi (la società controllata dal Comune di Milano che gestisce i mercati agroalimentari all’ingrosso della città) rappresenta infatti un piano di investimenti progressivo che prevede due nuovi Padiglioni Ortofrutta grandi quanto il terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa (di cui uno inaugurato lo scorso 13 maggio e l’altro in previsione per il giugno 2025), piattaforme logistiche e produttive per le attività di movimentazione merce, un rinnovato Palazzo Affari, la nuova sede direzionale, del centro cottura e del magazzino centrale di Milano Ristorazione (mense industriali), servizi di supporto al business quali laboratori e centri di formazione alimentare e un impianto di produzione-raffreddamento dell’acqua di condensazione e produzione di energia da fonti rinnovabili, in linea con i Sustainable Development Goals.

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