Milano-Laghi, L’autostrada del boom

Tutto comincia a Bodio Lomnago, paesino di nemmeno mille anime affacciato sul lago di Varese, di fronte alle sagome maestose del Sacro Monte e del Campo dei Fiori, per merito di Piero Puricelli. L’ingegnere lombardo è mosso da un’impellenza molto pratica: collegare meglio la sua villa, acquistata pochi anni prima, alla viabilità verso Varese. Siamo nell’ottobre del 1914, la Prima Guerra Mondiale incombe. Le strade a quel tempo sono ancora tutte bianche, fatte con macadam all’acqua con la tecnica reimpostata dalla Scozia, patria dell’omonimo ingegnere che nell’Ottocento aveva pavimentato le industrial roads del suo paese e del Regno Unito.

“Puricelli ha in testa un’idea semplice ma rivoluzionaria”, racconta Liborio Rinaldi, conservatore dell’Appenzeller Museum di Bodio Lomnago e autore del libro Inizia il futuro. Piero Puricelli: dalla prima strada bitumata d’Italia alla prima autostrada del mondo (Macchione Editore): “Costruire una strada dritta, che salta i paesi, bituminata, dunque liscia, ideale per le auto che cominciano a circolare.”

Quella breve strada da Bodio Lomnago a Varese (4,1 chilometri lineari) vedrà la luce solo nel 1921 dopo una serie di intoppi burocratici molto italiani (il collaudo finale e la parte di finanziamenti statali, anticipati integralmente da Puricelli, arriveranno addirittura nel biennio 1943-44), “ma sarà la prova generale per la costruzione della autostrada Milano-Varese, inaugurata esattamente cento anni fa, il 21 settembre 1924.”

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