Mi ha sempre incuriosito il cartellone pubblicitario “Annabella” a bordo campo nelle partite del mondiale spagnolo del 1982, vinto incredibilmente dagli azzurri di Enzo Bearzot. In mezzo ai brand delle multinazionali dell’epoca faceva capolino una rampante pellicceria pavese, capace di sfruttare i nuovi canali del marketing e della pubblicità tv. La storia di Annabella e lo status symbol delle pellicce raccontano perfettamente l’uscita dell’Italia dagli anni 70 del terrorismo e l’ingresso nei colorati anni ’80, il boom della Borsa, del made in Italy e delle tv commerciali.