Diario delle cose notevoli/2

Venticinque cose notevoli del 9 gennaio 2015

La nemesi dei fratelli Kouachi, morti in una tipografia (citazione da Paolo Madron).

C’è molto fumo statistico, com’è comprensibile, ma in Europa solo l’1% degli attentati ha matrice religiosa. Lo sapevate?

Quanto contano istruzione e povertà, se contano qualcosa, nel trasformare un normale cittadino in un terrorista? Se lo chiede Lavoce.info riproponendo una vecchia analisi.

#JeSuisAhmed L’Atlantic si mette nei panni del poliziotto musulmano ucciso dai terroristi e della sua famiglia. Ne esce un bel racconto. L’altra faccia dell’infame attentato, dove non c’è religione che tenga.

Il leader di Hezbollah ha detto che gli estremisti islamici, compiendo l’attentato a Parigi, hanno insultato l’islam e Maometto più delle vignette. Forse qualcosa si muove nella pancia dell’Islam politico.

Informativa urgente del ministro Alfano sui gravi fatti di Parigi. “Pienone” alla Camera.

Consenso dei cittadini francesi al Front Nationale nel 2010: 18%. Nel 2014: 34% (Fonte: Ian Bremmer). Dopo l’attentato di Parigi è destinato a crescere ancora.

Marine Le Pen lo sa bene e specula con foto/manifesto populisti. Si attende il rilancio di Salvini in Italia.

Lewis, l’islam e la Rivoluzione francese. Libri da rileggere #CharlieHebdo

A proposito di religione, spettacolare il declino della maggioranza Protestante al Congresso americano: rappresentava il 75% dei membri nel 1961, è scesa al 57% nel 2015.

Tre buoni motivi per essere “bullish” sulla Cina nel 2015. Toh, chi si rivede: il vecchio Jim O’Neill.

Scrive l’Economist che nei prossimi 40 anni dovremo produrre più cibo che nei precedenti 10mila tutti insieme. Siamo tanti, siamo affamati.

Quartz ha costruito delle belle chart sull’economia americana tornata a pompare posti di lavoro.

Business Insider ha invece splittato i disoccupati Usa per classi demografiche. Escono fuori dati molto interessanti, utili al raffronto con la situazione in Europa.

Italia double face. Da un lato il nostro paese sta diventando il parco giochi di investitori flop che sfruttano la debolezza del sistema industriale per lucrare vantaggi, dall’altro gli stranieri in Piazza Affari nell’ultimo anno sono cresciuti del 62%, rinvigorendo una borsa asfittica.

Un bel grafico Istat sulla propensione al risparmio delle famiglie italiane. Ottanta euro, il cavallo non beve. Si mette in cascina e consumi sempre al palo.

Il patriottico appello del primo ministro Modi che invita gli indiani all’estero a tornare a casa per guidare lo sviluppo del proprio paese. In Occidente sarebbe semplicemente impensabile.

Il Bruegel racconta come e perché alcuni paesi post comunisti sfruttano meglio di quelli occidentali i vantaggi dell’integrazione europea.

Perché la caduta del prezzo del petrolio potrebbe essere una buona cosa per consumi e consumatori, spiegato bene su Forbes.

Un chip conterà i sacchi dei rifiuti prodotti, a Varese parte la sperimentazione. Permetterà di calcolare una tariffa più equa in base al principio del “pago per quanto butto”.

La disruption continua. Adesso la tecnologia potrebbe rifondare anche l’industria del gioiello e del lusso sfrenato.

La Commissione europea ha messo in rete tutti i testi relativi al TTIP, il contestato accordo transatlantico Usa-Ue in corso di negoziato. E’ una buona cosa.

Nel 2015 in Argentina finirà il lungo regno dei Kirchner. “L’eterna promessa” è uno splendido reportage di Graciela Mochkofsky tradotto sull’ultimo numero di Internazionale (Paywall). Compratelo e leggetelo.

Ma poi, cosa mangeremo dopo l’apocalisse? Un pezzo apparentemente assurdo di Nautilus ma molto attuale, visti i chiari di luna e la sequela di catastrofi e attentati.

Infine un meraviglioso progetto di ricerca fotografica durato 14 anni sugli alberi più vecchi del mondo.

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