Diario delle cose notevoli/4

Venticinque cose notevoli del 12 gennaio 2015

L’account Twitter dello “Us Central Command” è stato hackerato a nome dell’Isis mentre il presidente Obama stava tenendo un discorso sulla cybersecurity. Svelati nomi di militari e piani strategici. Superpotenza violata.

Una interessante grafica fa vedere le relazioni tra i terroristi che hanno colpito a Parigi e la galassia della Jihad internazionale.

Qualche numero sulle reazioni delle opinioni pubbliche musulmane ai fatti di Parigi. L’islam moderato fatica a far sentire la propria voce ma la maggior parte di chi si professa musulmano condanna gli attentati contro i civili e le pratiche kamikaze. Un po’ di tabelle firmate Pew Research.

La Nigeria continua ad essere un buco nero mediatico. L’Atlantic si chiede perché i massacri di Boko Haram e i bimbi kamikaze non meritino le prime pagine dei grandi giornali e siano stati i convitati di pietra della marcia repubblicana di Parigi.

Non è scontato né a senso unico. Ma forse il lavoro resta il principale veicolo di integrazione, anche in tempi di crisi e di scontro tra identità.

I cinesi sono pratici e spicci. Hanno vietato l’uso del burqa nelle loro città a maggior presenza musulmana.

Quali sono i principali mercati per le compagnie aeree low cost? Lo ricostruisce l’Economist in una bella mappa. In Europa Spagna e UK la fanno da padroni, ma anche l’Italia si posiziona bene.

#scuolesicure Dopo 17 anni e tanti, troppi incidenti spesso mortali, riparte finalmente l’Osservatorio sull’edilizia scolastica in Italia. Luca Rinaldi su Wired fa il punto della situazione e fornisce qualche dato utile.

Ricomincia il piagnisteo sulla “Bce-cattiva” che impone regole severe alle povere banche italiane. Fabio Bolognini ci spiega perché non è sempre così e perché servono a poco le lacrime di coccodrillo sul credito mentre i sindacati bancari decidono di scioperare il 30 gennaio.

Il passato e il futuro del mondo automotive si incontrano a Detroit, la città rinata con il ritorno alla manifattura evoluta.

Una curiosa chart interattiva sulle “fast-food nations”, il grado di penetrazione globale delle grandi catene americane. McDonald’s fortissimo in Europa, KFC in Asia, Subway in Russia e Australia, Pizza Hut nella penisola arabica.

Il folle volo di Al Dellentash. Narratively racconta in un bellissimo long read la storia della compagnia di jet di lusso delle grandi band rock americane. Siamo negli anni Settanta. In realtà il business era una copertura per nascondere uno dei più spettacolari traffici di droga della storia.

Harold James e Domenico Lombardi su Project Syndicate mettono in fila rischi e conseguenze globali derivanti dall’isolamento della Russia. Sicuramente da leggere.

Invece Foreign Policy avvisa che potrebbe essere l’Italia, non la Grecia, a mettere in ginocchio l’eurozona…

La classifica delle cause di morte precoce in tutti i paesi del mondo nel 2013. L’ha compilata Dylan Matthews su Vox. Ad esempio in Arabia Saudita al primo posto ci sono gli incidenti stradali.

Nuove modalità di finanziamento per le start up innovative dopo la scorpacciata nel 2014.

Il contratto a #Tutelecrescenti al centro del job acts tra costi e convenienze, fuori della opposta propaganda. Numeri e analisi sono forniti da Adapt.

La paura e il disgusto ci orientano a destra, l’empatia a sinistra. Le scelte politiche, secondo alcuni studi.

LinkedIn ha pubblicato la lista dei 25 principali trend tecnologici del biennio 2015-2016.

L’incredibile barca di lamiera usata da alcuni ragazzi cubani. Sognando gli States (Foto: Reuters).

Drammatico assedio ai negozi in Venezuela, dove il crollo del prezzo del petrolio sta mandando il paese in default e ormai manca tutto.

La mensa deserta della Commissione europea nel secondo giorno di sciopero del personale della ditta italiana #Ciano. Ci facciamo sempre riconoscere.

A Prato hanno inaugurato la prima casa per padri separati. Sembra una notizia curiosa, è diventata un’emergenza sociale.

12 gennaio 2010 – 12 gennaio 2015: uno splendido web doc immersivo curato dall’Università di Miami fa un bilancio a cinque anni dal terribile terremoto che ha colpito Haiti, uno dei paesi più poveri al mondo.

“This is just the beginning of my revenge”. Kevin Spacey accetta il Golden Globe per #HouseofCards

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