Diario delle cose notevoli/8

Trenta cose notevoli del 16 gennaio 2015

Le prime dichiarazioni a Varesenews di Antonella Biasio, la mamma di Greta Ramelli, una delle due volontarie italiane rapite in Siria e appena rilasciate: “Ho abbracciato Greta e mi ha chiesto scusa…” (via Alessandro Franzi).

Chi paga i riscatti ai terroristi? Per il New York Times soprattutto i paesi europei (via Il Post). Chi sono gli altri italiani ancora sotto sequestro.

Una bella grafica dell’Economist confronta quindici anni di attacchi terroristici in Europa e nel resto del mondo. Risultato: la minaccia jihadista resta molto più forte per le popolazioni non occidentali.

Formalmente, è la Siria. In realtà le “Sirie” sono ormai diventate quattro. Lo spiega una bella analisi di Limes.

Charlie Hebdo, la satira e la libertà di espressione. Una utilissima curation firmata #journalismfest fa il punto della situazione (via Andrea Iannuzzi).

Il declino dell’identità cattolica in America Latina: 92% nel 1970, 69% nel 2014 (via Conrad Hackett).

Secondo un sondaggio di Euromedia, questo il profilo ideale del nuovo Presidente della Repubblica: un non politico per il 54,8% degli interpellati, un uomo delle istituzioni per il 35,7%. Per Ipsos la lista dei preferiti dagli italiani vede in testa Mario Draghi davanti a Stefano Rodotà, Anna Finocchiaro, Walter Veltroni, Romano Prodi e Gianni Letta (via Lorenzo Pregliasco).

L’ignoranza degli italiani e le colpe dei media poco indipendenti.

Nel giro di un paio di anni l’India supererà la Cina nella classifica dei grandi paesi che crescono di più al mondo.

Petrolio, cibo, metalli. Dal 2000 a oggi vincitori e vinti nel crollo del prezzo delle commodities.

Scrive Technology Review che l’attuale prezzo del petrolio rende la costruzione dell’oleodotto Keystone, che tanto divide Casa Bianca e Congresso, semplicemente inutile.

La disoccupazione globale è finalmente tornata ai livelli pre crisi anche se, nei paesi Ocse, continua a restare alta. Un mondo a due velocità.

Tutte le ragioni per cui le grandi banche americane si stanno riducendo, tagliano filiali e posti di lavoro. La “banking disruption” avanza a grandi passi e presto arriverà anche in Europa. E in Italia.

Per aumentare l’occupazione bisogna riempire le università. In un mondo in cui la produzione di bassa qualità e di massa si sposta sempre più lontana dall’Europa non ha senso continuare a sostenere l’occupazione di troppa forza lavoro non qualificata. Tutto in uno studio della Commissione Ue (con tabelle).

Tre differenti banche centrali (Fed, Bce, Banca del Giappone), tre differenti risultati con un’unica certezza: dove lo stimolo monetario è più forte maggiore è la ripresa economica. Cresce l’attesa per il Quantitative easing all’europea annunciato da Mario Draghi.

This is Sparta? Elezioni alle porte, potrebbe vincere Syriza. Perché la Grecia non vuole uscire dall’euro? Perché non le conviene, da nessun punto di vista (via Andrea Boda).

Secondo l’analisi preliminare di Bruxelles il trattamento fiscale offerto dal Lussemburgo al gigante del web Amazon non sarebbe compatibile con il mercato europeo. Qui la lettera inviata dalla Commissione Ue e un interessante controcanto sul rapporto tra accordi fiscali e aiuti di stato a cura dell’Istituto Bruno Leoni.

Cuba spera di sostituire gli aiuti in barili di petrolio venezuelano con i dollari dei turisti americani. Una bella analisi firmata Five Thirty Eight con qualche tabella illuminante.

Dove si assumerà di più (e dove di meno) in Italia nel 2015. La mappa delle regioni secondo Unioncamere (via Michele Arnese).

Le città capitali del lusso nel 2025? Milano è al terzo posto dietro Parigi e Tokyo.

Il progetto Erasmus diventa globale. Si potrà studiare in giro nei cinque continenti.

Ecco dove la Disney fa davvero i soldi e un confronto con le altre corporations.

Come grandi aziende tipo Walmart cercano di tenere nascosti gli infortuni sul posto di lavoro. Un interessante approfondimento su Mother Jones.

Facebook ci inseguirà pure in ufficio, ma non per farci cazzeggiare. Purtroppo (via Piero Vietti).

Implosa da oltre vent’anni l’Unione Sovietica, un ragazzo della Transnistria s’interroga su cosa significa crescere in una paese che non esiste. Un bellissimo reportage di Anton Polyakov.

Un vulcano sottomarino è eruttato a Tonga, producendo colonne di fumo e cenere alte migliaia di metri. A causa della lava l’acqua del mare in alcuni punti è diventata rossa. Un bellissimo video via Internazionale.

Bar, negozi, ristoranti. Quarantaquattro posti tipici di New York che prima o poi potrebbero scomparire. Ma si fa ancora in tempo ad andarci, eh…

Le foto di un vecchio fucile Winchester trovato appoggiato ad un albero del Nevada da più di cento anni (via Guido Olimpio).

Il Noaa, l’agenzia federale per gli oceani e l’atmosfera, ha dichiarato ufficialmente che il 2014 è stato l’anno più caldo mai registrato nella storia.

Il curioso e artigianale passante ferroviario a Dhaka, nel Bangladesh (foto Ap via Niccolò Zancan).

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