Diario delle cose notevoli/18

Trenta cose notevoli del 30 gennaio 2015

#Quirinale2015/1 A vuoto (da previsioni) il secondo e il terzo scrutinio, domattina alla quarta votazione (sufficiente la maggioranza semplice dei grandi elettori) Sergio Mattarella verrà eletto dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Nel corso della giornata si è decisamente addolcita l’opposizione di Ncd e Forza Italia. Il partito di Angelino Alfano, dopo il messaggio di apertura del premier Renzi, potrebbe votare direttamente per Mattarella, mettendone in sicurezza l’elezione. Quello di Berlusconi, invece, voterà scheda bianca senza uscire dall’aula (il che significa che un pezzo di azzurri, nel segreto dell’urna, convergerà sul futuro presidente).

#Quirinale2015/2 L’uomo che riformò intelligence e forze armate (via Paolo Madron).

#Quirinale2015/3 La vignetta di Makkox su Mattarella, prima che diventi vilipendio…

I dati OpenPolis sui gruppi più ribelli del Parlamento: Lega (Camera), Gal (Senato).

Si lascia fallire la Grecia o paghiamo le sue promesse? Girotondo di opinioni esperte mentre il neo ministro delle finanze Varoufakis dice che non collaborerà con la troika per l’estensione del programma di salvataggio in scadenza a fine febbraio.

Com’è cambiato il debito greco dall’inizio della crisi e quali sono le banche più esposte verso Atene (via Silvia Merler).

Ma è possibile che greci e tedeschi siano arrivati ad odiarsi? La parola ai ragazzi di Atene e ai ragazzi di Berlino.

Il rompicapo yemenita (paywall). Perché risolvere la crisi sarà una priorità del nuovo re dell’Arabia Saudita.

In piccoli gruppi, sui barconi, mescolati a centinaia di rifugiati. Come Isis punta ad infiltrare militanti jihadisti in Europa (via Fabio Chiusi).

I paesi dell’Africa occidentale si uniscono contro Boko Haram. L’Unione africana da il via libera ad un contingente di 7.500 soldati di Benin, Camerun, Ciad e Niger (via Internazionale).

Politico Magazine analizza la crescita di Isis nel caos anarchico della Libia post Gheddafi, chiedendosi come gli Usa possano continuare ad ignorarla. L’Europa?

Cosa significa il crollo del prezzo del petrolio per le principali economie mondiali in una bella infografica.

Dopo Canary Wharf, il complesso che ospita molti centri finanziari di Londra, il Qatar entra pure in British Airways.

L’erosione dell’economia iraniana (petrolio+sanzioni americane) spinge il Presidente Rouhani a tassare le conglomerate controllate dalla Guardia Rivoluzionaria e le fondazioni religiose finora esenti. Non senza polemiche.

Perché è ancora presto per dire che la mini crescita di posti di lavoro a dicembre, registrata dall’Istat, rappresenta davvero un’inversione di tendenza (via Valigia Blu).

Sportelli chiusi per lo sciopero dei bancari. Quanti sono gli sportelli in Italia nella mappa del Sole 24Ore (via Luca Tremolada).

Cosa resta di Stamina dopo la fine del caso Stamina (via Francesca Lozito).

Odissea pendolari. I dati, le zone del disagio e un utile confronto con il resto d’Europa raccolti in una infografica interattiva (via Luca Rinaldi).

L’Economist racconta (paywall) come i grandi club del calcio italiano stiano diventando, tardivamente, aziende orientate al business.

Con la vendita di auto più grandi, le case costruttrici devono produrle più efficienti.

Il declino spettacolare di McDonald’s. Il colosso del fast food prova a conquistare nuovi clienti ma gli americani (e non solo loro) non sembrano abboccare.

Sesso, droga & schiavitù. Le telecamere di Vice news dentro Daulatdia, il più grande bordello del Bangladesh.

Oltre la propaganda. Scrive Al Jazeera che è arrivato il tempo di prendere più sul serio i media russi, arabi e cinesi (anche per bilanciare la narrazione occidentale).

Ugawood. Il boom del Kung Fu tra i ragazzini ugandesi nel bellissimo reportage da Kampala di Elisabeth Mcsheffrey.

Le storie, visualizzate dal Washington Post, dei protagonisti nella corsa alla Casa Bianca 2016 (ma non ci sarà Mitt Romney).

Una bella intervista all’inventore di Pong, uno dei primi videogiochi della storia, primo ingegnere assunto in Atari (via Wired).

Differenze tra progetto Erasmus in Ue e scambi culturali tra Usa e Cina (via Alberto Forchielli).

BuzzFeed? È nato da una geniale tesi su Deleuze e Freud (via Paolo Bottazzini).

Così i telefonini hanno fatto fuori la free press.

Foto ravvicinate degli anelli vinti dai giocatori delle squadre che hanno trionfato negli anni nei vari Super Bowl.

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