Diario delle cose notevoli/19

Trenta cose notevoli del 2 febbraio 2015

Secondo i dati Open Polis #MattarellaPresidente è il nuovo che conferma la regola.

Un premier liquido per tempi liquidi. Ilvo Diamanti riflette sulla figura di Matteo Renzi dopo la partita vinta sul #Quirinale.

“È chiaro che il braccio di ferro tra Grecia e Eurozona sta diventando il principale rischio per l’economia globale” (George Osborne, Cancelliere dello Scacchiere inglese, dopo aver incontrato il neo ministro delle finanze di Atene, Yanis Varoufakis).

Domani Tsipras incontra Renzi. Cosa aspettarci dalla Grecia e cosa no (via Claudio Cerasa).

Politico Magazine invita gli Stati Uniti a non trasformarsi nell’Europa della austerity (visti i pessimi risultati dell’eurozona). Anche Obama dice che non si possono continuare a spremere paesi in recessione.

Gli investitori privati stanno timidamente tornando in Grecia (via Silvia Merler).

La nuova Ostpolitik di Angela Merkel. Perché Berlino guarda sempre di più a Cina e Russia e perché gli Usa ne sono allarmati (via Stefano Cingolani).

Una interessante infografica curata da Adapt a proposito di mercato del lavoro e Garanzia Giovani. Solo il 3% degli iscritti ha ricevuto proposta (via Francesco Seghezzi).

L’Oms richiama l’Italia per il crollo delle vaccinazioni ai bambini.

La Croazia cancella i debiti di 60 mila cittadini poveri (via Eunews).

Petrolio, commercio mondiale, cambi e banche italiane: quattro ragioni per restare prudenti sulle roboanti stime di crescita 2015 secondo Oscar Giannino.

Le donne di #Kobane, le più belle del mondo (via Massimo Russo).

La questione belga. Lo Spiegel si fa la domanda giusta (e prova a darsi una risposta): perchè un paese così piccolo produce così tanti jihadisti?

La bella storify di Reported.ly sull’evacuazione di civili da Debaltseve, est Ucraina, dove si continua a combattere. E a morire.

Ricchezza, gruppi etnici, istruzione, sanità, petrolio: la Nigeria martoriata da #BokoHaram spiegata in cinque mappe (via Giorgio Fontana).

Il Carnegie Endowment for International peace si chiede chi governi la Siria tra Assad, i ribelli, l’attivismo curdo e l’avanzata dell’Isis. Da leggere.

Nel 2014 la Cina è diventata il primo paese al mondo per attrazione di investimenti diretti esteri. Gli Usa scivolano al terzo posto dietro ad Hong Kong, cioè ancora Cina (fonte: Pedro da Costa).

Cinque anni a Downing Street. Un bellissimo long read del Guardian sull’eredità di David Cameron e il fantasma di Margaret Thatcher a pochi mesi dalle elezioni inglesi.

Manuale del perfetto autocrate. Come cambia la figura del dittatore ai tempi dei social network.

Un ottimo approfondimento di Foreign Policy sull’autostrada fantasma del Kosovo, costruita con la mediazione del potente ambasciatore americano che oggi, cambiata casacca, lavora per la corporation Usa Bechtel che si era aggiudicata l’appalto.

Adidas nel 2014 ha registrato +30% nelle vendite di prodotti sportivi in Germania. È l’effetto vittoria nei mondiali di calcio brasiliani (fonte: Reuters).

Sorpasso. Il boss di Alibaba Jack Ma è diventato (almeno sulla carta) più ricco del suo rivale di Amazon Jeff Bezos.

Pechino sta costruendo una serie di isole artificiali per presidiare il “grande gioco” nelle acque agitate del mar della Cina.

Dimenticate le banche. Il 67% della generazione Millennials preferisce tenere il denaro lontano dagli istituti di credito (via Fabio Bolognini).

Come Silicon Valley sta reinventando la mano invisibile (nel senso di Adam Smith e del mercato).

Tech, Food & Beverage, Automotive. Lo stato di salute di Corporate America misurato sulle pubblicità andate in onda durante il Super Bowl.

Gambling city. La dolorosa trasformazione di Macao, la capitale del gioco d’azzardo.

Il reportage del New York Times sulla storia della musica gratis da Napster a Spotify.

Secondo il documento dell’Edelman Trust Barometer i Media online battono quelli tradizionali: sono più usati e godono di maggior fiducia.

Ghiaccio & fuoco. Meravigliose foto notturne dell’Etna in eruzione (via Repubblica).

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