Diario delle cose notevoli/32

Trenta cose notevoli del 19 febbraio 2015

Oggi il luogo comune fra virtuosi europei del nord e sud allergico alle regole è finito nella monnezza di Piazza di Spagna #RomaFeyenoord (via Alessandro Barbera)

#Libia Due governi e cento milizie per uno stato fallito nel dossier multimediale di Domenico Quirico, Roberto Toscano e Giordano Stabile.

Il mondo in fiamme e la colpevole inadeguatezza di Obama. L’America è una superpotenza ma non si comporta più come tale (via Mattia Ferraresi). Anche Vox lo critica: il sito di Ezra Klein scrive che il presidente dovrebbe smettere di fare finta che il terrorismo jihadista c’entri nulla con l’Islam.

La propaganda dello Stato islamico tra social media e Dio (via Fabio Chiusi).

Mario Sechi si domanda se non sia il caso di Morire per Tripoli (paywall). “Non si può restare a guardare. La fantasia dei terroristi è molto grande, più di quanto si possa immaginare.”

L’apparenza inganna (delle volte). Morya Longo racconta come i precedenti salvataggi della Grecia in realtà siano serviti per aiutare le banche francesi e tedesche (via Alessandro Del Prete).

Più o meno 50 miliardi. Quanto ci costa il piano #Syriza (via Stefano Cingolani) mentre il governo tedesco considera la proposta di Atene, al massimo, una base di discussione.

Il nuovo nazionalismo economico tedesco (via Eunews).

Ucraina, l’ombra degli Usa. Da Saakashvili a Yaresko: #Poroshenko si affida a uomini vicini agli Stati Uniti. Che sfruttano l’asse con Tbilisi. Per portare il Paese sotto la propria influenza (via Stefano Grazioli).

Da #Tsipras a #Orban si allarga il fronte filo #Putin in Europa (via Tonia Mastrobuoni).

Un anno di governo #Renzi tra luci e ombre nell’analisi di Andrea Sarubbi (e dati #Demopolis). E l’agenda politica di questi primi dodici mesi a confronto con quelle dei governi #Berlusconi #Letta e #Monti (via OpenPolis).

Il rapporto completo #Ocse su l’Italia presentato oggi. E le minute #Bce della riunione del 22 gennaio in cui Mario #Draghi ha varato il Quantitative easing.

La cella zero di Poggioreale. Per la prima volta alcuni ex detenuti raccontano i pestaggi e i maltrattamenti subiti nel carcere napoletano (via Internazionale).

Come fare davvero il FISS, Fondo Italiano Smaltimento Sofferenze, ovvero la mitica #BadBank (via Fabio Bolognini).

La perdita di occupazione viene spesso imputata al progresso tecnologico. Scrive Wired, citando dati #McKinsey, che si tratta di un falso mito.

Il barile di petrolio è di nuovo sopra i 60 dollari. L’Economist si chiede se il mercato del greggio non stia tornando alla normalità.

In due mappe la classifica delle Borse nel 1899 e nel 2014. Non senza sorprese.

The Billion Dollar Start Up Club. In una interessante infografica interattiva del Wsj la geografia mondiale delle nuove aziende con valutazione superiore al miliardo, divise per specializzazione e per continenti. Europa fanalino di coda.

Corsa alla Casa Bianca. Secondo Slate per Jeb Bush sarà impossibile affrancarsi dall’eredità (e dal fantasma) di suo fratello “W”.

L’Antitrust europeo potrebbe aprire una procedura contro il colosso russo dell’energia Gazprom. C’entra l’Ucraina ma non solo.

I bambini italiani sono campioni mondiali di compiti a casa: nessun coetaneo passa così tante ore sui libri dopo la scuola. I dati paese per paese in una bella infografica di Forbes.

India anno zero. La democrazia non ha sradicato il sistema delle caste, ma l’ha consolidato e modernizzato. E l’Occidente spesso lo giustifica come parte integrante della cultura indù, scrive Arundhati Roy su Prospect Magazine (analisi tradotta in italiano su Internazionale).

Il colosso dei supermercati Wal-Mart ha deciso di aumentare la paga ai suoi 500mila dipendenti. Il salario minimo è stato alzato a 9 dollari l’ora. Cosa c’è dietro la svolta voluta dal nuovo Ceo.

Il boom delle auto nei mercati emergenti è appena cominciato. A contendersi la ricca torta i colossi del settore, raggruppati in questa interessante infografica.

Il New Yorker compie novant’anni in questi giorni. Il suo direttore David Remnick racconta la meravigliosa evoluzione della rivista che dirige dal 1998.

Un confronto, numeri alla mano, tra il Capodanno cinese e la festa del Thanksgiving americano.

Il racconto di Vice News tra le piccole comunità agricole argentine preoccupate dal picco di malattie causate dal massiccio uso di fertilizzanti chimici nei campi di soia (che nutrono il pianeta).

Come le grandi piattaforme del web (YouTube, Vine, Facebook, SnapChat) hanno cambiato il concetto stesso di intrattenimento. Al punto che, in un certo senso, stanno già sostituendo il cinema (via Pietro Minto).

Qualcuno si chiede se la realtà virtuale sia davvero il futuro dei videogame.

Un timelapse mozzafiato di #Dubai.

Memorie di #Adriano. La parabola melanconica dell’ex Imperatore dell’Inter, nei giorni del suo 33esimo compleanno (via Giacomo Detomaso).

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