Il mare color del vino

Diario delle cose notevoli edizione weekend del 18-19 aprile 2015

 

Frase del giorno


Non trovare soluzioni alternative alle ‘braccia allargate’, è per i paesi europei un modo elegante per lavarsi le mani di fronte ad un dramma (l’emergenza sbarchi e la morte dei migranti) che sarà sempre più insopportabile dall’Italia…”

Monsignor Nunzio Galantino (segretario generale della Cei) 


 

Guerra & Pace

Oltre il Califfo c’è di più. La visita a Washington del premier iracheno Abbadi ha confermato come Isis non sia l’unica emergenza da affrontare nell’ex paese di Saddam Hussein. Resta urgente avviare un processo di riconciliazione nazionale (anche per contribuire a stabilizzare l’intera regione mediorientale).

Jihad quotidiana. Nello Yemen Al Qaeda locale (AQAP) ha preso il controllo di un importante aeroporto e di un terminal di esportazione del petrolio vicino Mukalla, nel sud del paese. In Siria, invece, medici testimoni raccontano all’Onu di bombardamenti a colpi di gas tossici.

La droga del conflitto. Il prezzo della pace nella trattativa tra Colombia e Farcmentre Vice news racconta quelle generazioni di colombiani che non hanno mai vissuto un periodo di pace duratura nel loro paese.

Battaglia navale. A otto mesi dal termine del conflitto a Gaza il braccio di ferro si sposta: crescono gli incidenti tra pescherecci palestinesi e Marina israeliana.

Generale Pinotti. Le Forze armate italiane sono impegnate in circa trenta missioni all’estero, molto dispendiose, che non corrispondono più ai nostri interessi geopolitici. Mario Sechi svela come sarà la nuova Difesa.

Quarta sponda. Cosa resta della Tripoli coloniale italiana (tantissimo), dopo 4 anni di caos e rivolgimenti.

 

Personaggi

Saremo alleati? Marzieh Afkham è la prima donna ambasciatrice dell’Iran: dalla Rivoluzione del 1979 nessun incarico di questo livello si era tinto di rosa. E poi l’agenda di Teheran tra Siria, Damasco, i litigi con i sauditi e la liaison con Mosca (guardando in modo nuovo a Washington).

Alla corte di Saddam (e del Califfo). Izzat Ibrahim al Douri, ex braccio destro del dittatore Saddam Hussein, è stato ucciso dall’esercito iracheno durante un’operazione nella provincia di Salahuddin. Dopo la caduta del Rais nel 2003, Al Douri è diventato il leader dei baathisti iracheni per poi raccogliere la maggior parte delle sue truppe sotto la bandiera dell’Esercito naqshbandi, uno dei più importanti gruppi ribelli in Iraq che ha contribuito all’ascesa dello Stato islamico nell’estate 2014.

 

 [Continua a leggere su Il Foglio]

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