La vittoria della polpetta globalizzata

Prima di voltare pagina, in primavera a Milano si vota, vale la pena raccontare perché Expo 2015 che si è chiuso sabato è stato un successo di pubblico nonostante le profezie sballate di un Beppe Grillo…

“Ma chi è che viene a Rho? Ditemi! Non c’è un cazzo, cosa guardo? Non c’è niente! C’è un campo e quattro pezzi di cemento…”. Prima di voltare pagina, in primavera a Milano si vota e dalla settimana prossima non si parlerà d’altro, vale la pena raccontare perché Expo 2015 che ha chiuso il sipario sabato è stato un successo di pubblico nonostante le profezie sballate di un Beppe Grillo, perché i giornali al solito non ci hanno azzeccato (salvo poi, eventualmente, unirsi ai cori trionfali di queste ultime settimane) e perché l’Esposizione dopo un inizio in sordina è stata un crescendo di visitatori, mese dopo mese, una specie di effetto palla di neve. Potrebbe persino suonare ingeneroso rivangare la fosca previsione grillina, vomitata nel marzo dello scorso anno davanti ai cantieri Expo, perché quella del comico genovese era ed è stata in fondo una posizione diffusa, reiterata, un rumore di fondo che ha accompagnato un po’ tutto l’avvicinamento all’Esposizione universale. Basta sfogliare i media di sei mesi fa per trovare le critiche catastrofiste (“vedrete, sarà un flop”) e il ditino alzato a ogni arresto, avviso di garanzia, appalto truccato fuori e dentro Expo. Tutto era marcio e tutto faceva schifo. Per qualche anno abbiamo raccontato Expo come fosse la solita “mangiatoia” nazionale. E’ stato anche quello, forse, ma non è stato solo quello, dettaglio importante. Così quando la manifestazione ha cominciato a carburare siamo rimasti tutti spiazzati dai padiglioni colorati, la gente che sciamava per il decumano e magari ci tornava, postava le foto su Facebook, tirava tardi per vedere lo spettacolo dell’albero della vita e faceva il passaparola con gli amici. Non era concepibile potesse andare bene una schifezza del genere…! Evidentemente agli italiani ha dato di volta il cervello…! Ricordo giornali che a dieci giorni dall’inaugurazione (sarà stato il 22-23 marzo 2015) scrivevano ancora che era pronto appena il 17 per cento del sito espositivo! Il diciassette per cento, capite?

[Continua a leggere su Il Foglio]

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