Marasma creativo! Ecco la Renzinomics

Renzi? “Fa politica economica à la carte” abbozzano alcuni osservatori. “Spizzichi e bocconi”, anzi, “Cherry picking model” ragiona qualche osservatore anglofilo. Macché, “bordello (creativo)” incalzano gli antipatizzanti. “Probabilmente non c’è alcun modello, però almeno il governo sta cercando di uscire dalla mentalità deflattiva del più tasse e spending cut…”, taglia corto una fonte al lavoro su alcuni importanti dossier economici, nelle ore calde dell’eurovertice di Bruxelles.

Legge di Stabilità. Ottanta euro in busta pagaJobs act. Taglio Irap ma stangata fiscale. Possibili tagli alle municipalizzate (il sottosegretario Del Rio dixit). Delega fiscale (in ritardo). Il pressing sempre più forte della Germania. Il monitoraggio di Bruxelles persino sui singoli decreti attuativi del governo. La battaglia per escludere gli investimenti dal patto di stabilità (su cui Merkel ha sostanzialmente messo il veto al summit europeo di giovedì). Produzione industriale ancora sottozero. L’arrivo a palazzo Chigi del super consulente Andrea Guerra. Il ruolo attivista della Cassa Depositi e Prestiti e la partita sull’acciaio Ilva. Polemiche a non finire sull’efficacia delle ricette economiche renziane. Minoranza Pd in subbuglio.

A sentire il governo assistiamo ad una infornata di riforme epocali: è tutto un “cambiare verso”, un rivoluzionare, un migliorare; a sentire i rimbrotti minacciosi dei “picchiatori” europei, Angela Merkel e i piccoli indiani Jean-Claude Juncker, Jyrki Katainen e Jens Weidmann (“senza riforme ci saranno conseguenze spiacevoli”), sono solo parole e la pazienza sta davvero per finire.

Il bicchiere probabilmente non è così vuoto come lo dipingono in Europa ma Renzi in primavera si era presentato con un programma a marce forzate (una riforma al mese) alzando molto le aspettative. Oggi il bilancio è decisamente insufficiente. Per questo serve capire cosa sia questa Renzinomics tanto sbandierata. Esiste? Non esiste? Che obbiettivi persegue? Oltre l’impressione di un assemblaggio un po’ caotico, tipico delle cose di Renzi, con un occhio alla crisi un altro al consenso e un altro al voto che si avvicina, si fatica a scorgere una ricetta codificata.

[Continua a leggere su Huffington Post del 19.12.2014]

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