Perché è difficile lavorare e vivere a milano

«Basta una domanda di mobilità che arriva dalla Campania o dalla Sicilia e si svuotano i reparti in Lombardia, dove mancano già oggi 2.500 infermieri. D’altronde tra caro affitti e stipendi sempre troppo bassi vivere e lavorare a Milano è diventato impossibile», allarga le braccia Donato Cosi, 49 anni, coordinatore lombardo di Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

Una volta salire al nord significava più soldi in busta paga e crescita professionale. «Adesso più del 50% dello stipendio se ne va per l’affitto in città».

Se vivi nell’hinterland va un po’ meglio ma ci devi aggiungere i costi del trasporto e le ore che perdi per pendolare. Insomma, è complicato mantenere una famiglia se vivi nella città più cara d’Italia e guadagni 1.700 euro al mese.

Senza contare il caro servizi. «Quando ho mandato il mio primo figlio all’asilo nido pagavo 550 euro al mese di retta», calcola Cosi. «La cugina di mia moglie, in provincia di Lecce, nello stesso periodo ne pagava 150…».

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